Le tempeste più intense degli ultimi decenni in Europa.

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In queste ore la potentissima tempesta Xaver sta flagellando il Nord Europa e secondo diversi meteorologi si tratterebbe della più violenta degli ultimi 50 anni. Esagerazione o realtà? In effetti i timori sono più che fondati, soprattutto considerando che ieri alcune zone della Scozia sono state flagellati da venti fino a 228 km/h, simili insomma a quelli che accompagnavano uragani tristemente noti come Katrina o Sandy, e nelle prossime sempre Scozia, Belgio, Olanda e Germania rischiano fare i conti con raffiche ancora oltre 200 km/h. Insomma, anche se è difficile stabilire se sia in assoluto la più intensa degli ultimi 50 anni, Xaver è senz’altro fra le più violente tempeste che abbiano colpito l’Europa negli ultimi decenni.

In ogni caso negli ultimi 30 anni non sono mancate, in Europa, le tempeste così violente da ricordare la furia dei cicloni tropicali. In particolare nel dicembre del 1986 il continente venne attraversato da una depressione così intensa che la pressione nel suo minimo scese fino a 916 millibar, tanto da risultare la più intensa che sia mai stata misurata in modo strumentale nell’Atlantico Settentrionale, paragonabile a quelle che si osservano negli uragani. Il 15 dicembre, giorno di maggior violenza della tempesta, i venti spazzarono le Isole Britanniche con inaudita violenza, superando addirittura i 200 chilometri orari.

Quella del febbraio 1990 invece fece registrare un bilancio di ben 31 vittime: 12 nel Regno Unito; 9 in Germania; 5 in Belgio; 3 in Francia e uno in Irlanda e Olanda. In tale occasione sui paesi colpiti le raffiche di vento soffiarono a una media di 130 chilometri orari, con punte di 160 in Scozia e a Leeds. Tra i vari danni e disagi si contarono la totale interruzione del traffico ferroviario tra Londra e il Nord-Est dell’Inghilterra e tra Belgio e Olanda, la chiusura di quasi tutti i porti del Mare del Nord e le migliaia di abitazioni che rimasero senza elettricità in Irlanda del Nord.

Tuttavia la più devastante è probabilmente quella che passò alla storia come la Tempesta di Natale. Intorno a Natale del 1999 difatti l’Europa Centrale e Occidentale fu colpita da due violente tempeste, animate da furiosi venti che lasciarono dietro in sé ingenti danni in Francia, Germania, Svizzera e Italia. La prima delle due tempeste, nata come una normale perturbazione atlantica, si affacciò sull’Oceano proprio il giorno di Natale, e con un vero e proprio blitz, dopo aver attraversato velocemente la regione di Atlantico che la separava dal continente, il mattino del 26 dicembre Lothar – questo il nome assegnatole dall’Università di Berlino – piombò sulle coste della Francia. Le strade di Parigi furono letteralmente sommerse dai resti di numerosi alberi e cartelli stradali sradicati dal suolo, dopo essere stati abbattuti da venti che arrivarono a soffiare fino a 170 chilometri orari. Poche ore dopo, nel primo pomeriggio, Lothar raggiunse il suolo tedesco, dove causò analoghe devastazioni. Solo 12 ore dopo il suo arrivo sul continente la tempesta era già sulla Polonia, dove si attenuò rapidamente fino a dissolversi.

Un’altra perturbazione, seguendo lo stesso percorso, investì pochi giorni dopo le medesime aree europee, causando nuovi ingenti danni. Il complesso delle violente manifestazioni meteorologiche che caratterizzarono quegli ultimi giorni del 1999 sono anche ricordate come “La Tempesta del Secolo”, benché in realtà i nuclei forieri di maltempo fossero due.

Nel nuovo millennio invece si ricorda soprattutto Kyrill, nome dato dall’Istituto di Berlino a una depressione che, formatasi il 15 gennaio 2007 su Terranova, si trasformò rapidamente in una violenta tempesta di vento: il 17 gennaio investì le Isole Britanniche con venti a 160 km/h e il giorno successivo mentre diventava ancora più potente attraversò, Germania, Benelux, Svizzera e Repubblica Ceca, per poi concludere la sua corsa il giorno 19 sulle regioni baltiche. Kyrill provocò la morte di 44 persone e fece danni per almeno un miliardo di euro, anche a causa di venti così volenti da superare i 200 km/h.

Tuttavia ancora più intensa, e da molti considerata la peggiore del primo decennio del XXI secolo, è la tempesta (vedi immagine) che a gennaio 2009 scatenò venti a forza uragano e onde alte fino a 20 metri sulle coste occidentali del continente: in tale occasione le vittime furono 26, di cui la maggior parte in Spagna (ma una persona perse la vita anche in Italia), il paese più colpito, e in Europa Occidentale si contarono danni per centinaia di milioni di euro.